Un giorno “Magic” Jonshon, uno dei massimi esponenti dello “show time” dei Los Angeles Lakers degli anni 80, parlando del più grande giocatore di basket di tutti i tempi disse questa frase: C’è chi spera che accada qualcosa, chi vuole fortemente che accada e chi la fa accadere”.

Il riferimento era a Michael Jordan, probabilmente il miglior giocatore di basket che abbia mai calcato i parquet del  nostro pianeta, capace di raggiungere qualsiasi obiettivo grazie a una grandissima forza di volontà, determinazione, sacrificio, dedizione maniacale al’allenamento e al raggiungimento della perfezione, senza dimenticare naturalmente lo straordinario talento  di cui madre natura l’aveva dotato.

Sperando di non  risultare blasfemo prendo a prestito questa citazione del grande “Magic” per spiegare il perché di quello che “è accaduto”, anzi quello che   tante persone hanno contribuito “ a far accadere”  in questi 30 anni di pallacanestro al’Oratorio, che il “triduo” di fine maggio ha giustamente celebrato.

Partiamo proprio dal fatto che le persone che nel corso degli anni si sono impegnate nel settore basket lo hanno fatto non perdendo mai di vista l’obiettivo, il “centro” di quel loro mettersi in gioco: i ragazzi!

Ogni riunione di programmazione, allenamento, partita, manifestazione e festa che riguardasse i ragazzi del settore basket aveva un solo scopo: quello di dare la possibilità ai bambini/ragazzi/giovani della nostra comunità di potersi esprimere a livello sportivo ( e non solo) con la consapevolezza  di avere , dal “fenomeno” al “non so neanche palleggiare”, tutti le stesse possibilità e lo stesso livello di attenzione da parte dei vari allenatori del settore.

Con questi presupposti è facile capire perché in questi 30 anni abbiamo assistito alla nascita di cose meravigliose. Nel cd che celebra questi 30 anni potete trovare il racconto di tutto quello che è successo.

Io posso solo dirvi....“sono accadute molte cose” ... e tante persone vi hanno contribuito!

Non abbiamo aspettato che qualcuno le facesse al posto nostro, non abbiamo solo “pregato” di trovare qualcuno che le facesse, ma ci siamo impegnati tutti, ciascuno secondo la propria disponibilità e seguendo le proprie attitudini personali affinché si potesse costruire qualcosa di speciale, che potesse dare una continuità nel corso degli anni a questo straordinario sport che è la pallacanestro.

E’ un po’ quello che sta accadendo nel nostro Oratorio con l’arrivo di Don Luca.

Quante volte abbiamo sentito le frasi...”si potrebbe fare un parco giochi all’Oratorio”....”che bello se avessimo dei campi da basket e pallavolo all’Oratorio”.........” servirebbe qualche aula in più per la catechesi”....

Fino a poco tempo fa....una speranza.....un volere.....ma nulla più.

Da qualche mese una certezza...le cose “accadono” se veramente si ha la voglia di sporcarsi le mani in prima persona. 

Fissarsi un obiettivo, credere in quello che si fa, impegnarsi in prima persona,tutto questo diventa contagioso. Ma non è una malattia è uno stimolo ad impegnarsi tutti per qualcosa di grande.

Mi piace accomunare quello che sta “accadendo” negli ultimi mesi nel nostro Oratorio a quanto il settore basket è riuscito a fare nei suoi 30 anni di storia.

Ma torniamo ai festeggiamenti.

Questa volta ce l’abbiamo fatta!!

Meno male che  a maggio, di solito, non nevica e l’incontro formativo che era saltato nel corso dei festeggiamenti per i nostri 25 anni diventa finalmente realtà.

E venerdì 29 maggio al cinema teatro Aurora si parla naturalmente di ragazzi e ci si pone la fatidica domanda : “ha ancora senso oggi fare dello sbatti per far fare sport ai giovani?”

Aiutati dai relatori e dalle loro esperienze a contatto con giovani, associazioni e disabili ne esce una serata interessante e arricchente per chi ha avuto la voglia e la sensibilità di dedicare un po’ di tempo che serviva soprattutto per “far benzina”.

Troppo spesso al volante della nostra macchina di allenatori, dirigenti ecc.ecc. e presi da mille impegni e cose da fare ci dimentichiamo di “fare rifornimento”, di “ricaricare le pile” e il rischio è di rimanere a piedi e soprattutto di far rimanere a piedi quelli per cui siamo li: i ragazzi!

Per chi c’era, un'unica risposta. Sì, ha ancora senso, oggi ancora di più perché è giusto...è la nostra missione..il nostro scopo. Perché possiamo veramente essere un faro, una guida  per i nostri ragazzi a volte disorientati da mille proposte per lo più “facili” ma diseducative.

Domenica 31 maggio doppio appuntamento: alle 18.00 c’è la messa animata dai ragazzi e dai collaboratori del settore. Un modo per ricordare che anche in ogni evento sportivo la presenza del Signore rappresenta una via e un aiuto per vivere al meglio anche questa dimensione della nostra vita. Le letture, i commenti e le preghiere dei fedeli vengono lette dai ragazzi e dai loro allenatori. All’altare si portano i doni che oltre al pane e al vino comprendono gli strumenti che ci hanno aiutato a vivere bene questa nostra attività: il pallone, la divisa da gioco e il referto delle partite. Doni che testimoniano l’impegno e la gioia che ogni ragazzo mette nell’attività sportiva per raggiungere la vittoria senza dimenticare il rispetto per i compagni di squadra, gli avversari e le decisioni arbitrali. Uno stile che penso abbia sempre contraddistinto l’attività del settore in questi primi 30 anni di vita.

Dopo messa o si va a casa e si torna per la serata di festa al cinema o si resta all’Oratorio a mangiar salamelle e patatine.

Questa seconda opzione è apprezzata da molti e infatti abbiamo l’Oratorio pieno!  

Alle 20.30 è tempo di celebrazioni. Come per il 25esimo bisogna ringraziare e premiare chi in questi anni si è particolarmente distinto nel settore.

Il prologo della serata è un bellissimo filmato d’auguri preparato da Matteo e Elia.

Le squadre del settore basket e i vari Presidenti che si sono succeduti nel corso degli anni, si sono divertiti a preparare delle “cartoline animate” per ricordare l’evento.

Vengono poi premiati i collaboratori tra cui ricordiamo le refertiste del settore minibasket Camilla, Serena e Chiara. E’ la volta poi di Simone Fabiano, Tonani Alessandro,  Davide Vanelli, Luigi Ferarrese e Massimo Pontilunghi. Per tutti un cappellino rosso della Fulgor basket che spero si sentiranno di indossare con orgoglio, sicuri di  aver reso un servizio prezioso e duraturo.

Sul palco salgono altri allenatori che in questi ultimi 5 anni  hanno dedicato il loro tempo e la loro professionalità  alla pallacanestro: Debora, Michela, Carlo, Riccardo, Gigi, Giuseppe e Franco fanno parte di quella schiera di nuovi allenatori che grazie alla passione dei loro figli hanno scoperto o ri-scoperto l’interesse per il nostro meraviglioso sport.

E’ il momento dell’ Hall of Fame: quest’anno quattro nuovi membri ne entrano a far parte. Sono Fortino Samuele, Marco Zanoncelli, Davide Zoppetti e Marco Nicoletti che purtroppo non è più con noi ma che per tantissimi anni ha fatto parte della grande famiglia  della Fulgor. A lui va il nostro commosso ricordo e il nostro grazie per quanto ha saputo donarci nella sua vita terrena, ai suoi familiari un grandissimo abbraccio per il dolore  provocato dalla sua prematura scomparsa.

Come dimenticare i Responsabili del Settore Basket che negli ultimi 5 anni hanno guidato la Fulgor Basket? Sul palco sono chiamati Balconi Roberto e Foroni Alessandro. Per loro col il neo Presidente Don Luca l’omaggio di una scintillante polo rossa della Fulgor.

Da aggiornare anche l’elenco di quei giocatori che sono rimasti fedeli alla maglia della Fulgor Basket per tutta la loro carriera cestistica.  E chi sono i Maldini, i Del Piero, i Totti, le così dette bandiere  bianco-rosse? Un grande applauso accoglie sul palco Matteo Balestra, Luca Curti, Matteo Beghi, Elia Negrini e Ramaioli Riccardo, dal Minibasket ai  Seniores con una sola maglia!

Viene premiata anche la squadra Juniores che nel corso dell’ultimo quinquennio  ha saputo conquistare il primo posto nel campionato C.S.I.

Poi tutti fuori nel cortile dell’Oratorio per il taglio della torta del 30esimo e il brindisi per il grandissimo traguardo raggiunto.

La tre giorni ha il suo epilogo con il tradizionale Basket Day. Da qualche anno la “location” è la piazza del nostro paese e anche quest’anno un caldissimo sole attende l’esibizione delle nostre squadre.  I giochi e le partite di quest’anno tirano la volata a un’iniziativa  di solidarietà verso il popolo Nepalese colpito nei mesi scorsi da un tremendo terremoto. In piazza un “bidone” raccoglie le offerte che i cittadini possono donare per aiutare le popolazioni colpite dal sisma. Alla fine della giornata sono 260 gli euro consegnati alla Caritas locale per gli aiuti alla popolazione Nepalese.

Le foto, le maglie, le coppe e i ricordi di questi trent’anni di Fulgor Basket fanno bella mostra al Cinema e ai visitatori sembra quasi di entrare in un museo di un club importante come quello....della Pallacanestro Varese!!!!

Alle 13.00 tutti in Oratorio per un delizioso “Risutin e salsisa” e “wurstel e insalata”.  Dolce, estrazione della lotteria e poi si ricomincia con le partite dei “Ragazzi”, degli “Juniores” e una mista Allenatori/Seniores .

Arrivano le 18.00, festeggiamenti e stagione sportiva sono ormai giunti al termine.

Nel ringraziare e salutare le persone che hanno reso possibile tutto questo, vi lascio ricordando a tutti che: nessuno di noi è o sarà mai Michael Jordan.... ma quante cose abbiamo fatto....”accadere”?

 

Buone vacanze e arrivederci ai prossimi 30 anni.....io conto di esserci!!!!

Gianluigi