Pubblichiamo l'articolo apparso su  Qiqajon Blog di Marco Zanoncelli

Talvolta la morte ti cucina a fuoco lento, spillandoti le energie un poco alla volta, una lacrima al giorno, un soffio ogni attimo, finché ti abbandona ad un corpo esausto ed esamine. Altre volte ti assale come un nemico alle spalle, in una feroce imboscata che lascia disorientati e basiti. Le piace giocare con l’effetto “sorpresa”, con quella presa improvvisa che genera panico, angoscia e sgomento. Quando colpisce così repentina ed imprevista, lascia un senso di sbigottimento, di irrealtà, di dissociazione. È impossibile scendere a patti con quanto successo: è come se fosse accaduto nella vita di qualcun altro, tanto la coscienza ed i sensi sentono lontana e aliena la sua presenza. E, allo stesso tempo, ti provoca una dolorosa cesura con il mondo che ti circonda: questo stato di estraneità ti impedisce di ascoltare i suoni che ti raggiungono e le immagini che cadono sotto il tuo sguardo. Ti forza in uno stato di angosciante autismo, in cui tutto ciò che accade “fuori” è come soffocato da dramma che essa ha innescato “dentro”.

Oggi, proprio nel mezzo di giornate serene di riposo, ci è giunta la notizia della inattesa dipartita di Laura, mamma di Riccardo e Rebecca e moglie di Tiziano. È uno di quegli eventi che è capace di spegnere le luci che ti avvolgono e di farti precipitare in un dolore buio e sordo. Penso ai suoi cari e fatico ad immaginare il dramma che li ha avvolti, la tragedia di cui sono involontari protagonisti e quanto questo accadimento potrà cambiare la loro vita per sempre. Penso ai due figli a cui mancherà la loro mamma e penso a Tiziano che si troverà ad affrontare da solo quanto la vita riserberà loro. È doloroso solo il pensiero che la vita, che avevi iniziato in tandem, la dovrai continuare in solitaria… e non per tua scelta ma per una avversità tanto pietosa.

Non ci sono parole…io non ne trovo… forse solo il silenzio può custodire quanto ciascuno di noi sta vivendo; forse solo la vicinanza orante ed affettuosa può lasciar sperare che esista un timido bagliore capace di far albeggiare una notte così tetra.