"Beati i miti, perché avranno in eredità la terra."

I miti sono le persone pazienti, quelli che non chiedono niente per sé, che non si credono importanti e non si gloriano di sé stessi, che sono capaci di superare ogni difficoltà.

Mite è colui che sopporta non per rassegnazione, ma per convinzione, non dispera neppure di fronte alle difficoltà più gravi  e quando tutto sembra perduto sa essere comprensivo, benevolo, ospitale nei confronti del suo prossimo e perfino del suo nemico: in una parola caritatevole.

La mitezza è un dono dello spirito, la più alta delle virtù, la meno compromessa con le tentazioni del mondo e la più vicina al cuore di Dio: essa si manifesta in atteggiamenti non aggressivi, pazienti, aperti al confronto, tolleranti.

Questo era Roberto, persona mite....amico, marito e papà buono.

E un maledetto virus ce l'ha portato via!

Non volevo parlarvi del Roberto impegnato col gruppo Gsa in ogni occasione dove c'era da dimostrare solidarietà, vicinanza, per sostenere i tanti  progetto di carità.

In questi anni l'abbiamo notato tutti. Ad ogni manifestazione lo vedevi sempre  impegnato nello stand gastronomico, con gli altri volontari del gruppo, a sobbarcarsi  ore e ore di lavoro per soddisfare le esigenze e i palati dei partecipanti all'evento. Sempre con il sorriso e quell'animo gentile che rendeva quasi gradevole anche una lunga fila per ritirare il sacchetto di patatine o un panino con la salamella.

Volevo invece parlarvi di un Roberto meno conosciuto, ancora più silenzioso, ma altrettanto importante.

Sto parlando del suo impegno come allenatore, anzi Istruttore dei bambini più piccoli che popolano quella grande famiglia che è il settore basket della Polisportiva Fulgor.

Da anni infatti Roberto si prendeva cura dei nostri Pulcini, da due anni Pulci..attoli, bambini di 5/6/7 anni che si avvicinano per la prima volta a questo meraviglioso sport.

E lo faceva alla grande!

Pensate che Roberto a basket non ha mai giocato. Si certo magari la partitella tra allenatori al Basket Day o alle feste di Natale del  Minibasket, mai in una squadra.

Probabilmente non era neanche un gran appassionato del basket che vediamo in televisione; alla serie A, Eurolega o N.B.A. sicuramente preferiva una bella partita della sua amata Inter.

Al basket si era avvicinato grazie alle sue figlie; Laura che per molti anni ha giocato insieme a tanti maschietti nella nostra squadra, Elisa una toccata e fuga e Paola la più piccola, che dopo aver fatto tutta la trafila del minibasket nella Fulgor, ancora oggi gioca nella squadra femminile del BorgoPieve.

Roberto ha cominciato ad occuparsi dei bambini del Minibasket per seguire le figlie in questo percorso sportivo. Ma anche quando le figlie hanno preso altre strade, lui è rimasto per continuare  quella che ormai era diventata una missione: occuparsi dei più piccoli.

E lo faceva alla grande!

In un modo che a volte mi portava alla riflessione. Sicuramente arrivava dove io,  pur con tutte le mie conoscenze  di basket, facevo più fatica. Riusciva ad instaurare un rapporto con i bambini di grande empatia, una relazione fondata sulla tranquillità e fiducia che metteva a proprio agio i nostri piccoli atleti. Un rapporto tra un figlio e ...un papà buono.

E questo mi faceva capire che a volte nella vita non è necessario mettersi al centro dell'attenzione, gridare più forte degli altri e magari sbandierare competenze tecniche eccelse. Basta possedere le qualità che Roberto aveva in abbondanza.

Le nostre lacrime sono li a testimoniare quanto Roberto sia stato importante per il nostro settore Basket e grande protagonista per tutta la Comunità di Lodivecchio e quanto ci mancherà in futuro....

Io voglio ricordarti così ....il sabato pomeriggio, in palestra, circondato da tutti i tuoi bambini a cui hai voluto bene e che  si ricorderanno di te per sempre.

Ciao Roberto, amico buono......amico di tutti!

 

Gianluigi